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Amniocentesi (scheda informativa)

L’amniocentesi consiste nell’aspirazione di 15-20 ml di liquido amniotico tramite un ago attraverso l’addome materno sotto guida ecografica.
Si effettua dalla 15^ settimana di gestazione e preferibilmente non oltre la 18^ settimana.
Viene eseguita sotto controllo ecografico che permette di rilevare il battito cardiaco fetale, la posizione del feto, la presenza di eventuali impedimenti o controindicazioni all’esecuzione del prelievo.
Non è prevista, perché non necessaria, alcuna anestesia: la maggior parte delle pazienti che si sottopone a prelievo riferisce un fastidio sopportabile.
Il prelievo viene preceduto da un’accurata disinfezione dell’addome.
Dopo l’esecuzione dell’amniocentesi vengono confermati i parametri di vitalità fetale (battito cardiaco e movimenti).
In caso di incompatibilità Rh (gravida Rh negativa e partner Rh positivo) viene somministrata previo consenso informato) una dose di immunoglobuline anti-D per via intramuscolare; il test di Coombs  eseguito nei tre mesi successivi alla somministrazione delle gamma immunoglobuline risulterà positivo.

Rischi materni: estremamente rari. Piccole perdite di liquido amniotico in genere non hanno significato per la prosecuzione della gravidanza, ma è utile un controllo ecografico della vitalità fetale e della quantità di liquido amniotico residuo.


Rischi fetali: il rischio aggiuntivo di aborto dopo amniocentesi è stimato intorno allo 0.1-0,2% nella letteratura internazionale ed è confermato nella nostra esperienza.

Il liquido amniotico prelevato viene impiegato per l’analisi citogenetica (cariotipo fetale) ed anche per il dosaggio dell’Alfafetoproteina (AFP): quando il valore di questa sostanza è elevato, indica la necessità di un accurato esame ecografico della morfologia fetale con particolare attenzione ai difetti di chiusura della parete addominale e della colonna vertebrale.
Può essere necessario eseguire un secondo prelievo di liquido amniotico e/o di sangue fetale (funicolocentesi) quando:
-  non si ottiene una coltura sufficiente per l’analisi dei cromosomi;
-  viene identificato un mosaicismo fetale (coesistenza di due linee cromosomiche di cui una normale e una con alterazione cromosomica).
Le tecniche di laboratorio utilizzate per giungere al referto citogenetico hanno un elevato grado di affidabilità. Esistono tuttavia situazioni particolari che non possono essere identificate: è possibile che la crescita di colture di linee cellulari materne o la presenza di mosaicismo fetale non venga riscontrato nelle cellule esaminate.

 

ultima modifica:  26/10/2020
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